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Quanti dialetti ci sono in Italia? 47 dati

Non esiste un numero. Treccani scrive che la parlata cambia campanile per campanile, quindi nessun totale è difendibile. Quello che si può contare è l'uso: dal 51,3 per cento del 1974 al 9,6 per cento del 2024.

Henrike VollmerHenrike Vollmer Pubblicato: 30.08.2026 Aggiornato: 30.08.2026
In sintesi Fonti verificate

Tutto l essenziale in breve

  • Nessuna fonte linguistica primaria indica un numero totale di dialetti italiani.
  • La classificazione oggi in uso divide l'italo-romanzo in cinque sistemi dialettali.
  • Nel 1974 il 51,3 per cento parlava soprattutto dialetto in famiglia.
  • Nel 2024 sono il 9,6 per cento.
  • Fra i 6 e i 24 anni il dialetto esclusivo in famiglia è al 2,7 per cento.
  • Fra gli over 65 è al 19 per cento, sette volte tanto.
  • In Calabria il dialetto in famiglia arriva al 64 per cento, in Sicilia al 61,5.
  • In Toscana il 75,6 per cento parla soprattutto italiano in casa.
  • Al Sud l'uso prevalente del dialetto è risalito di 11,8 punti rispetto al 2015.
  • Al momento dell'Unità parlava italiano fra il 2,5 e il 10 per cento della popolazione.
  • Nel 1861 fra il 75 e l'80 per cento degli adulti non sapeva leggere né scrivere.
  • Gli abbonamenti tv sono passati da 24.000 nel 1954 a oltre 6 milioni nel 1965.
  • Il programma Non è mai troppo tardi portò quasi 1,5 milioni di adulti alla licenza elementare.
  • L'Italia riconosce dodici minoranze linguistiche storiche con la legge 482 del 1999.
  • Il 74 per cento degli italiani ritiene che i dialetti vadano tutelati.

La domanda ha una risposta scomoda: un numero non c'è. La voce Dialetti dell'Enciclopedia dell'Italiano dice che la parlata cambia campanile per campanile, quindi nessun totale regge scientificamente. Quello che si può contare, e che è stato contato per cinquant'anni, è quante persone lo parlano.

Ecco 47 dati sui dialetti italiani: la classificazione dei linguisti, il crollo dell'uso in famiglia dal 1974 a oggi, il divario fra le regioni e fra le generazioni, il ruolo della televisione, le dodici minoranze riconosciute e quello che gli italiani pensano oggi del dialetto. Ogni dato ha fonte e anno.

Perché un numero non c'è

1. I dialettologi non danno un numero totale di dialetti italiani

La voce dell'Enciclopedia dell'Italiano lo scrive esplicitamente: la parlata varia in linea di principio campanile per campanile. Ogni totale citato in giro è una convenzione giornalistica.1

2. La prima classificazione sistematica è di Graziadio Isaia Ascoli

Fra il 1882 e il 1885 divise i dialetti italiani in quattro gruppi in base alla distanza dal toscano. È il punto di partenza di tutta la dialettologia italiana.2

3. La classificazione oggi in uso è di Giovan Battista Pellegrini, del 1975

Divide l'italo-romanzo in cinque sistemi: settentrionale, friulano-ladino, toscano e centrale, centro-meridionale e sardo. Sono sistemi, non lingue contabili una per una.3

4. Il questionario di rilevazione dell'Atlante Linguistico Italiano contiene oltre 8.000 domande

Le inchieste sul campo iniziarono negli anni Venti. È il più grande tentativo mai fatto di mappare le parlate italiane.4

5. I volumi illustrativi pubblicati dall'Atlante superano quota 2.000

Sono usciti fra il 1971 e il 1985. Nemmeno un'opera di quelle dimensioni arriva a un elenco chiuso di dialetti.5

Cinquant'anni di uso in famiglia

6. Nel 1974 il 51,3 per cento degli italiani parlava esclusivamente o soprattutto dialetto in famiglia

Il dato è ripreso dall'Enciclopedia dell'Italiano su base Istat. Era ancora la lingua di casa della maggioranza del paese.6

7. Nel 1991 la quota era scesa al 35,9 per cento e nel 1996 al 33,9

In poco più di vent'anni si era già persa una persona su tre. Il calo inizia quindi ben prima degli anni Duemila.7

8. La serie Istat completa parte dal 32 per cento del 1987 e 1988

Segue con il 23,8 per cento nel 1995, il 19,1 nel 2000, il 16 nel 2006 e il 14,1 nel 2015. È la discesa più regolare di tutte le statistiche linguistiche italiane.8

9. Nel 2024 la quota è del 9,6 per cento

Rispetto al 1987 e 1988 si è ridotta a meno di un terzo. È il dato che riassume tutto il resto.9

10. Nello stesso periodo l'uso prevalente dell'italiano in famiglia è passato dal 41,5 al 53,6 per cento

Il passaggio è avvenuto per tappe: 44,4 per cento nel 1995, 44,1 nel 2000, 45,5 nel 2006, 45,9 nel 2015. L'italiano è cresciuto molto più lentamente di quanto il dialetto sia calato.10

11. Nel 2015 parlavano soprattutto dialetto in casa circa 8,069 milioni di persone

Un altro 32,2 per cento mescolava le due lingue. Il vero spazio del dialetto è sempre stato quello misto.11

12. Il 48,4 per cento delle persone parla solo o soprattutto italiano in ogni contesto

Nel 2015 era il 40,6 per cento. In nove anni quasi otto punti in più di monolinguismo.12

13. Con gli amici il dialetto esclusivo è all'8 per cento, con gli estranei al 2,6

Nel 1988 erano rispettivamente il 26,6 e il 13,9 per cento. Più ci si allontana da casa, prima il dialetto sparisce.13

14. A metà anni Duemila circa un italiano su due usava ancora il dialetto con regolarità

Spesso alternandolo all'italiano nella stessa conversazione. L'alternanza è la forma in cui il dialetto è sopravvissuto.14

Il divario fra le generazioni

15. Fra i 6 e i 24 anni parla solo o soprattutto dialetto in famiglia il 2,7 per cento

Fra gli over 65 la quota è del 19 per cento. La differenza è di sette volte, in una sola generazione.15

16. Il 67,3 per cento dei giovani fra 6 e 24 anni parla soprattutto italiano a casa

Fra gli over 65 la quota scende al 45,8 per cento. La stessa casa parla due lingue diverse a seconda dell'età.16

17. Nel 2015 l'italiano prevalente in famiglia era al 58,5 per cento fra i giovani e al 34,2 fra gli anziani

In nove anni entrambe le quote sono cresciute di circa nove punti. Il divario generazionale è rimasto quasi identico.17

18. Nel 2015 l'uso esclusivo del dialetto saliva dal 6,7 per cento dei giovani al 26,9 degli over 65

Il gradiente per età è la costante di tutte le rilevazioni. Cambiano i livelli, non la forma della curva.18

Il divario fra le regioni

19. Nel 2024 il dialetto in famiglia è più diffuso in Calabria, al 64 per cento

Seguono la Sicilia con il 61,5 e la Campania con il 61 per cento. Sono le tre regioni in cui il dialetto è ancora maggioritario in casa.19

20. In Veneto la quota è del 55,3 per cento e nella provincia di Trento del 54,5

Sono i valori più alti del Nord. Il dialetto veneto è l'unico settentrionale che regge come quelli meridionali.20

21. L'italiano prevalente in casa è più diffuso in Toscana, al 75,6 per cento, e in Liguria, al 75,5

All'estremo opposto ci sono la Calabria con il 31,1 e il Trentino-Alto Adige con il 31,5 per cento. Lo scarto fra le due estremità supera i quaranta punti.21

22. Nel Nord-ovest l'italiano è la lingua di casa per il 68,8 per cento delle persone

Al Centro è al 64,8 per cento, al Sud al 39,1 e nelle Isole al 39,9. La geografia pesa più dell'età.22

23. Nel Nord-ovest usa il dialetto a casa, da solo o misto, il 22,2 per cento

In quasi tutte le regioni del Sud è oltre la metà della popolazione. Fanno eccezione Sardegna e Abruzzo.23

24. Al Sud l'uso prevalente del dialetto è risalito di 11,8 punti rispetto al 2015

La Basilicata è cresciuta di 14,9 punti e la Campania di 14. È l'unica inversione di tendenza in tutta la serie storica.24

25. Nel 2015 la Campania era prima per uso del dialetto in casa, con il 75,2 per cento

Seguivano Basilicata con il 69,4, Sicilia con il 68,8 e Calabria con il 68,6 per cento. Il dato comprende sia l'uso esclusivo sia quello misto.25

26. Nel 2015 la Toscana era già prima per italiano prevalente, al 74,9 per cento

Seguivano Liguria con il 70,1, Lombardia con il 59,8 e Lazio con il 59,2. La classifica delle regioni cambia pochissimo nel tempo.26

Da dove veniamo: 1861

27. Tullio De Mauro stimò che al momento dell'Unità sapesse parlare italiano solo il 2,5 per cento della popolazione

È la stima più citata e anche la più bassa. Fu il punto di partenza della storia linguistica dell'Italia unita.27

28. Arrigo Castellani rivide la stima al 10 per cento circa, oltre due milioni di persone

È quattro volte la cifra di De Mauro per lo stesso anno. La differenza dipende da chi si considera capace di parlare italiano, ed è una disputa ancora aperta.28

29. Nel 1861 fra il 75 e l'80 per cento degli adulti italiani non sapeva leggere né scrivere

L'analfabetismo, non il dialetto, era il vero problema linguistico dell'Italia unita. Le due cose si sono risolte insieme.29

La televisione che insegnò l'italiano

30. La Rai iniziò le trasmissioni televisive regolari il 3 gennaio 1954

Da quel giorno l'italiano standard entrò nelle case prima ancora che nelle scuole di molti. È la data che cambia la storia linguistica del paese.30

31. Gli abbonamenti tv passarono da 24.000 nel 1954 a oltre 6 milioni nel 1965

In undici anni la televisione passò da oggetto raro a elettrodomestico diffuso. Il dato viene da una ricostruzione giornalistica, non dall'archivio Rai.31

32. La Rai esercitò la sua funzione di scuola di lingua soprattutto fra il 1954 e il 1976

Furono i due decenni del monopolio e della programmazione pedagogica. Dopo il 1976 il modello si frantuma con le tv private.32

33. Nel 1969 la Rai pubblicò il Dizionario d'Ortografia e di Pronunzia

Codificava un modello di pronuncia standard per la radio e la televisione. È il momento in cui l'italiano parlato ottiene una norma.33

34. Il programma Non è mai troppo tardi portò quasi 1,5 milioni di adulti alla licenza elementare

Andò in onda dal 1960 al 1968 con Alberto Manzi. Nessuna scuola serale ha mai avuto quei numeri.34

35. Il programma fu ritrasmesso da 72 emittenti in tutto il mondo

L'UNESCO lo riconobbe fra i programmi di alfabetizzazione più efficaci mai realizzati. Fu un modello esportato, non solo un caso italiano.35

36. Il dialetto nella musica italiana è tornato come marcatore di identità giovanile

Il caso più visibile è stato il brano in napoletano di Geolier a Sanremo 2024 e la polemica nazionale che ne seguì. Non esiste però una statistica primaria sulla quota di canzoni in dialetto in classifica.36

Minoranze e lingue in pericolo

37. L'Italia riconosce dodici minoranze linguistiche storiche con la legge 482 del 1999

Sono albanese, catalano, germanico, greco, sloveno, croato, francese, francoprovenzale, friulano, ladino, occitano e sardo. I dialetti italo-romanzi non rientrano in questa tutela.37

38. La minoranza arbëreshe conta circa 108.550 parlanti

Sono distribuiti in 47 comuni di sette regioni, dalla Calabria all'Abruzzo. È la minoranza tutelata più numerosa dopo quelle di confine.38

39. L'Atlante UNESCO delle lingue in pericolo usa una scala a cinque livelli

Va da vulnerabile a estinta e copre circa 2.500 lingue in tutto il mondo. È il riferimento internazionale per misurare il rischio.39

40. L'Atlante UNESCO classifica l'istrioto come gravemente in pericolo

È la parlata delle comunità storicamente legate all'Italia in Istria. Per molte altre varietà italiane le etichette che circolano online non sono verificabili sul testo ufficiale.40

41. L'Atlante indica che il sardo sta perdendo terreno rapidamente rispetto all'italiano

La stessa fonte considera in pericolo anche l'occitano e il francoprovenzale parlati in Italia. Sono giudizi qualitativi, non percentuali.41

Cosa pensano oggi gli italiani

42. Il 37 per cento dichiara di capire e parlare bene il proprio dialetto e di usarlo spesso

L'indagine è del novembre 2025, su 800 adulti rappresentativi. È una autovalutazione, quindi non confrontabile con i dati Istat sull'uso.42

43. La quota sale al 49 per cento fra gli over 64 e scende al 23 fra gli under 34

Il divario generazionale c'è anche nella percezione, non solo nell'uso. Ma è meno netto di quello misurato dall'Istat.43

44. Un altro 35 per cento dichiara di usare il dialetto raramente

Sommando le due quote, quasi tre italiani su quattro hanno ancora un rapporto attivo con il dialetto. Raramente non vuol dire mai.44

45. Il 74 per cento ritiene che i dialetti abbiano un valore culturale da tutelare

È una maggioranza molto più larga di quella che li parla. Il dialetto piace anche a chi non lo usa.45

46. Il 36 per cento pensa che il dialetto andrebbe scoraggiato nell'intrattenimento televisivo nazionale

Un altro 36 per cento è neutrale e il 28 è contrario. Su questo punto il paese è diviso in tre parti quasi uguali.46

47. Il 65 per cento dei 35-44enni considera le minoranze linguistiche un arricchimento

Solo il 10 per cento le vede come un possibile problema. La tutela delle lingue non è un tema divisivo in Italia.47

Che cosa dicono questi numeri

Il dialetto come lingua unica di casa è finito: dal 51,3 per cento del 1974 al 9,6 del 2024, e appena il 2,7 per cento fra chi ha meno di 25 anni. Ma il dialetto come seconda lingua no. Il 38 per cento lo usa ancora in qualche forma in famiglia, e al Sud l'uso prevalente è persino risalito rispetto al 2015.

La cosa più interessante è lo scarto fra uso e valore. Lo parla bene il 37 per cento, ma il 74 per cento pensa che vada tutelato. È il ritratto di una lingua che sta passando dall'essere ovvia all'essere scelta.

Se il dialetto di casa è ancora una parte di come vi parlate, può stare benissimo dentro una dedica. Puoi creare una poesia gratis in pochi minuti e adattarla come vuoi. Per le occasioni più comuni ci sono già le tracce pronte: poesia di compleanno, poesia d'amore, poesia per la mamma, poesia per il papà, poesia per la nonna e poesia per il nonno.

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Domande frequenti

Quanti dialetti ci sono in Italia?

Non esiste un numero. La voce Dialetti dell'Enciclopedia dell'Italiano scrive esplicitamente che i dialettologi non possono darne uno, perché la parlata cambia campanile per campanile. Le cifre che circolano nella stampa sono modi di dire, non risultati di ricerca.

Come si classificano i dialetti italiani?

La classificazione ancora in uso è quella di Giovan Battista Pellegrini del 1975, che divide l'italo-romanzo in cinque sistemi: italiano settentrionale, friulano-ladino, toscano e centrale, centro-meridionale e sardo. La prima proposta sistematica risale ad Ascoli, fra il 1882 e il 1885.

Quanti italiani parlano dialetto oggi?

Nel 2024 il 9,6 per cento parla solo o soprattutto dialetto in famiglia. Contando anche chi alterna dialetto e italiano si arriva al 38 per cento. In un'indagine del 2025 il 37 per cento dichiara di capirlo e parlarlo bene e di usarlo spesso.

In quale regione si parla più dialetto?

In Calabria, dove nel 2024 il dialetto in famiglia arriva al 64 per cento, seguita da Sicilia con il 61,5 e Campania con il 61. All'estremo opposto ci sono Toscana e Liguria, dove oltre tre quarti delle persone parlano soprattutto italiano in casa.

Quanti italiani parlavano italiano nel 1861?

Dipende da chi conta. Tullio De Mauro stimò il 2,5 per cento della popolazione, Arrigo Castellani circa il 10 per cento, cioè oltre due milioni di persone. È una disputa metodologica aperta su chi vada considerato capace di parlare italiano, non un errore di uno dei due.

Il dialetto sta scomparendo?

Come lingua unica di casa sì, è passato dal 51,3 per cento del 1974 al 9,6 del 2024. Come lingua alternata all'italiano no: al Sud l'uso prevalente è persino risalito di 11,8 punti rispetto al 2015, e il 74 per cento degli italiani ritiene che i dialetti vadano tutelati.

Fonti

  1. Treccani, Enciclopedia dell'Italiano (treccani.it)
  2. Treccani, Enciclopedia dell'Italiano (treccani.it)
  3. Treccani, Enciclopedia dell'Italiano (treccani.it)
  4. Atlante Linguistico Italiano, Università di Torino (atlantelinguistico.it)
  5. Atlante Linguistico Italiano, Università di Torino (atlantelinguistico.it)
  6. Treccani, Enciclopedia dell'Italiano (treccani.it)
  7. Treccani, Enciclopedia dell'Italiano (treccani.it)
  8. Istat, report L'uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere, anno 2015 (istat.it)
  9. Istat, report L'uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere, anno 2024 (istat.it)
  10. Istat, report L'uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere, anno 2015 (istat.it)
  11. Istat, report L'uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere, anno 2015 (istat.it)
  12. Istat, report L'uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere, anno 2024 (istat.it)
  13. Istat, comunicato stampa sull'uso della lingua italiana e dei dialetti, anno 2024 (istat.it)
  14. Pietro Trifone, Italiano e dialetto dal 1861 a oggi (Treccani) (treccani.it)
  15. Istat, report L'uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere, anno 2024 (istat.it)
  16. Istat, report L'uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere, anno 2024 (istat.it)
  17. Istat, report L'uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere, anno 2015 (istat.it)
  18. Istat, report L'uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere, anno 2015 (istat.it)
  19. Istat, report L'uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere, anno 2024 (istat.it)
  20. Istat, report L'uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere, anno 2024 (istat.it)
  21. Istat, report L'uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere, anno 2024 (istat.it)
  22. Istat, report L'uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere, anno 2024 (istat.it)
  23. Istat, report L'uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere, anno 2024 (istat.it)
  24. Istat, report L'uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere, anno 2024 (istat.it)
  25. Istat, report L'uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere, anno 2015 (istat.it)
  26. Istat, report L'uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere, anno 2015 (istat.it)
  27. Pietro Trifone, Italiano e dialetto dal 1861 a oggi (Treccani) (treccani.it)
  28. Pietro Trifone, Italiano e dialetto dal 1861 a oggi (Treccani) (treccani.it)
  29. Pietro Trifone, Italiano e dialetto dal 1861 a oggi (Treccani) (treccani.it)
  30. Articolo21, retrospettiva sui settant'anni della Rai (articolo21.org)
  31. Articolo21, retrospettiva sui settant'anni della Rai (articolo21.org)
  32. Treccani, Enciclopedia dell'Italiano (treccani.it)
  33. Treccani, Enciclopedia dell'Italiano (treccani.it)
  34. Articolo21, retrospettiva sui settant'anni della Rai (articolo21.org)
  35. Articolo21, retrospettiva sui settant'anni della Rai (articolo21.org)
  36. Accademia della Crusca, Il dialetto in televisione ieri e oggi (accademiadellacrusca.it)
  37. Ministero della Cultura, Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (icpi.cultura.gov.it)
  38. Ministero della Cultura, Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (icpi.cultura.gov.it)
  39. Nazioni Unite, presentazione dell'Atlante UNESCO delle lingue in pericolo (news.un.org)
  40. UNESCO, Atlas of the World's Languages in Danger, terza edizione (en.wikisource.org)
  41. UNESCO, Atlas of the World's Languages in Danger, terza edizione (en.wikisource.org)
  42. Accademia della Crusca, usi e percezione dei dialetti secondo l'indagine SWG (accademiadellacrusca.it)
  43. Accademia della Crusca, usi e percezione dei dialetti secondo l'indagine SWG (accademiadellacrusca.it)
  44. Accademia della Crusca, usi e percezione dei dialetti secondo l'indagine SWG (accademiadellacrusca.it)
  45. Accademia della Crusca, usi e percezione dei dialetti secondo l'indagine SWG (accademiadellacrusca.it)
  46. Accademia della Crusca, usi e percezione dei dialetti secondo l'indagine SWG (accademiadellacrusca.it)
  47. Accademia della Crusca, usi e percezione dei dialetti secondo l'indagine SWG (accademiadellacrusca.it)