Ecco come suonano le Poesie di compleanno del generatore. Sotto ognuna trovi quello che era scritto nel modulo.
Auguri, Chiara
Chiara, sei nata di domenica mattina,
e da allora hai deciso che le domeniche sono tue.
Ti svegli tardi, cucini per dodici persone
e poi ti lamenti che nessuno ti aiuta.
Hai una casa piena di piante che dimentichi di annaffiare,
e sopravvivono lo stesso, come i tuoi progetti.
Dici sempre di sì e poi trovi il tempo,
e in qualche modo tutto va al suo posto.
Oggi non devi sistemare niente per nessuno.
Oggi c'è la torta, ed è tutta per te.
Auguri, Chiara, da parte di tutti noi,
siamo contenti che sia nata quella domenica.
Questo era scritto nel modulo
Chiara compie gli anni, cucina per tutti, piante dimenticate, tono affettuoso e scherzoso
Un anno in più, Marco
Marco, hai preso un altro anno,
e devo dire che lo porti bene.
Racconti ancora le stesse storie,
e per fortuna sono storie buone.
La griglia è tua, non si discute.
Il vino lo scegli tu, e va bene così.
Auguri, vecchio mio, ci vediamo alle otto,
e porta quella storia del novantotto.
Questo era scritto nel modulo
Marco compie gli anni, griglia e racconti, biglietto breve e divertente
Novanta anni, nonna Rosalia
Novanta anni portati con misura,
e la tua porta è sempre stata aperta.
Chi passa dal cortile si rassicura,
davanti a una sedia già offerta.
Ti trovi il tuo uncinetto ogni mattina,
e il filo bianco cresce sotto mano.
Il resto lo decide la cucina,
dove il tempo si muove sempre piano.
Il vento di Palermo sa di sale,
e tu lo riconosci dalla stanza.
Il passo sulle scale è ancora uguale,
e chi ti guarda impara la costanza.
Oggi la torta arriva con le candele,
tu resti dove sei, senza alzarti.
Il primo pezzo è dolce come il miele,
e il brindisi è per te, per festeggiarti.
Questo era scritto nel modulo
Nonna Rosalia compie novanta anni a Palermo, uncinetto e cassata, quattro strofe a rima alternata, tono caldo e solenne
Quaranta in salita
La salita di Superga non perdona,
ma tu la sali e nessuno ti sprona.
Quarant'anni oggi, e il fiato tiene ancora:
in cima c'è il caffè che ti ristora.
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Davide compie quarant'anni, ciclista della domenica a Torino, quattro versi a rima baciata, tono scherzoso
Diciotto note per Elena
Hai diciotto anni, Elena, e sei pronta,
le dita corrono sulla tastiera.
Il pezzo che sbagliavi ieri sera
adesso esce pulito e si racconta.
Adesso scegli tu, e vai avanti,
noi lasciamo accesa questa porta.
Sbagliare qualche nota non importa,
ci sono anni buoni, e sono tanti.
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Elena compie diciotto anni, suona il pianoforte, due strofe a rima incrociata, tono incoraggiante
Il tempo dell'orto
Sergio, hai sessantacinque anni e la terra
ti conosce il passo, ogni mattina.
Il pomodoro cresce dentro la serra,
e il vino aspetta buono in cantina.
Hai chiuso a giugno quarant'anni di lavoro,
e adesso il tempo passa dalle mani.
Chi ti chiedeva un favore, tutti loro,
sanno che rispondi anche domani.
Stasera si apparecchia in fondo all'orto,
e la sedia in capo al tavolo ti resta.
Sei stato per noi tutti un buon conforto,
oggi ci pensiamo noi, goditi la festa.
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Sergio compie sessantacinque anni, primo compleanno da pensionato, orto e cantina in Umbria, tre strofe a rima alternata
Matilde compie sei anni
Sei anni, Matilde, e già sai contare
i giorni che mancano alla festa.
Hai scelto tu il colore dei palloncini,
verde, perché il rosa era dell'anno scorso.
Oggi si fa tutto come dici tu.
Questo era scritto nel modulo
Matilde compie sei anni, ha scelto lei i palloncini verdi, poesia breve senza rima, tono leggero
Cinquanta notti, Francesca
Francesca, cinquant'anni sono un traguardo,
e tu ci arrivi senza alcun ritardo.
Chi entra di notte in reparto, spaventato,
trova la tua voce e si sente ascoltato.
Il caffè delle quattro sa di cartone,
ma tieni sveglia tutta la sezione.
Poi torni a casa quando il cielo schiarisce,
e dormi mentre fuori il traffico impazzisce.
Non sei soltanto il camice e il dovere,
sei quella che si ferma per sapere.
Chiedi come si sta, e aspetti la risposta,
e trovi la parola che sta nascosta.
Stasera niente turni e niente fretta,
la tavola è apparecchiata e ti aspetta.
Alza il bicchiere, lascia fare a noi:
oggi comandi tu, il reparto viene poi.
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Francesca compie cinquant'anni, infermiera di notte a Bologna, quattro strofe a rima baciata, tono grato e festoso
Il treno del venerdì
Trent'anni, Lorenzo, e stai bene a Milano,
la tua stanza da noi è rimasta uguale.
Il treno del venerdì ti porta piano,
e la casa si accende come a Natale.
Hai messo su una vita là in città,
partendo da un divano e un cassettone.
Qualsiasi cosa il prossimo anno ti darà,
noi restiamo la chiave di questo portone.
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Lorenzo compie trent'anni, si è trasferito a Milano, poesia del fratello minore, due strofe a rima alternata, tono affettuoso
Auguri di corsa, Valentina
L'Adige ti aspetta ogni mattina,
tu corri e conti i ponti fino in collina.
Oggi però la sveglia resta spenta,
la torta non si corre, si assapora lenta.
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Valentina compie trentacinque anni, corre lungo l'Adige a Verona, biglietto di quattro versi a rima baciata
Ottant'anni, maestro Pino
Ottant'anni, Pino, e la tua scuola
sta ancora in fondo alla via, con la lavagna.
Chi è cresciuto tra Lecce e la campagna
ricorda il tuo silenzio, e poi la parola.
Hai riempito di gesso trenta banchi,
di ogni bambino sapevi il nome,
e capivi dalla porta, dal come
entravano, se erano stanchi.
Ti fermano ancora per un saluto
signori che sedevano in seconda fila.
Ti chiamano maestro, e la voce vacilla
per quello che da te hanno ricevuto.
Ottant'anni oggi, e siamo tutti a festa,
i nipoti in cortile fanno chiasso.
Tu siedi in capo al tavolo, e il tuo passo
è lento, ma la voce ti resta.
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Pino compie ottant'anni, maestro elementare in pensione a Lecce, quattro strofe a rima incrociata, tono solenne
Venticinque a Napoli
Venticinque anni e un lavoro nuovo,
la sveglia che suona presto per la prima volta.
Ti sei comprato una macchina del caffè
che la mattina fa più rumore di te.
Tua madre chiede se mangi abbastanza.
Tu rispondi di sì, e forse è vero.
Napoli ti sta stretta e larga insieme,
e la difendi con chiunque.
Oggi si accende una candela sola,
perché venticinque non ci stavano.
La torta l'abbiamo fatta noi,
e per una volta non devi lavare niente.
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Alessandro compie venticinque anni, primo lavoro a Napoli, tre strofe senza rima, tono ironico e affettuoso