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Poesia per la mamma: esempi

Ecco come suonano le Poesie per la mamma del generatore. Sotto ognuna trovi quello che era scritto nel modulo.

Per la mamma

Ti alzavi prima di tutti noi e andavi a letto quando la cucina era vuota. Allora non ci pensavamo. Adesso sì. Ci hai portati agli allenamenti sotto la pioggia. Hai fatto compiti che nemmeno capivi. Dicevi che andava tutto bene quando non andava, solo per farci dormire tranquilli. Grazie, mamma. Ci hai portati fin qui. Sappiamo bene quanto ti è costato.
Questo era scritto nel modulo Poesia per la mamma, tre figli, tono grato e serio

La mamma ha sempre una borsa

La mamma ha un piano, e la mamma ha una borsa. Nella borsa c'è sempre quello che serve: un ombrello, un cerotto, una banana, uno spago. Noi ridiamo, e poi lo prendiamo. Un giorno avremo una borsa anche noi e capiremo da dove viene.
Questo era scritto nel modulo Poesia divertente e affettuosa per la mamma che ha sempre tutto con sé

Maggio da lontano

Da Milano il maggio arriva lento, a Lecce il sole scalda già il cortile. Ti chiamo, e dalla cucina sento la teglia che scivola, come ad aprile. Dici che i pasticciotti sono pronti, che il caffè aspetta come ogni primavera. Io conto i chilometri e i racconti, e la tua voce mi accompagna fino a sera. Quest'anno non ti porto rose, mamma, ma tengo la tua scrittura sul quaderno. La leggo piano, e la cucina si infiamma, e per un poco maggio scalda anche l'inverno.
Questo era scritto nel modulo Festa della mamma, figlio che vive a Milano e mamma a Lecce, pasticciotti e telefonata, tre strofe a rima alternata, tono caldo

La mia mamma

La mia mamma sa dov'è ogni calzino, sa la canzone che addormenta il bambino. Se cado, arriva prima del pianto, se ho paura, si mette accanto. Ho scritto storto il tuo nome sul foglio, e il primo bacio di oggi lo voglio.
Questo era scritto nel modulo Festa della mamma vista da un bambino di sei anni, disegno e canzone della buonanotte, sei versi a rima baciata, tono tenero

Settant'anni in bicicletta

Settant'anni, e la bicicletta è ancora in cortile, la campanella non suona più per te, ma i bambini di allora sanno perché scrivevano più dritto, a fine aprile. Adesso il tuo registro è il calendario, segni le semine e ogni temporale. Il basilico cresce sul davanzale, e tu lo curi come un abbecedario. Ci hai cresciuti con poco e con costanza, tenendo il conto di ogni raffreddore. Adesso siamo noi a fare rumore quando arriviamo tutti nella stanza. Oggi la torta la portiamo noi, settanta fiammelle in mezzo alla sera. Soffia, e chiedi una cosa vera, poi lascia il resto alle mani dei tuoi.
Questo era scritto nel modulo Settantesimo compleanno della mamma, maestra in pensione a Bologna, orto e bicicletta, quattro strofe a rima incrociata, tono celebrativo

Il turno di notte

Rientravi alle sei, la borsa pesante, la casa dormiva ancora un istante. Toglievi le scarpe senza far rumore, e la cucina prendeva sapore. Non ti ho sentita dire che era dura, né lamentarti della notte scura. Adesso che lavoro anch'io di notte, capisco cosa costano le ore rotte. Dicevo ai miei compagni che curavi la gente, e loro annuivano senza capire niente. Da noi si parlava piano fino a sera, e il silenzio sembrava una preghiera. Grazie per gli anni che non hai contato, per il sonno che ci hai regalato. Adesso dormi, mamma, fino a tardi, e la casa, per una volta, non la guardi.
Questo era scritto nel modulo Ringraziamento alla mamma infermiera, turni di notte e colazioni all'alba, quattro strofe a rima baciata, tono grato e sobrio

Le rose sul terrazzo

Non chiedi mai niente, mamma. Innaffi le rose sul terrazzo e mi mandi la foto quando aprono. Io le guardo dal treno e per un attimo la città profuma.
Questo era scritto nel modulo Pensiero breve per la mamma, rose sul terrazzo a Genova e foto mandate al figlio, cinque versi liberi, tono intimo

Quando viene mamma

Arrivi con due borse e un tegame, e chiedi se per caso abbiamo fame. In dieci minuti il frigo è sistemato, e il cassetto che nascondo l'hai trovato. Apri l'armadio e fai finta di niente, poi pieghi le magliette lentamente. Ti siedi solo quando è tutto a posto, poi riparti col tuo sorriso composto. Protesto sempre, per non darti ragione, ma resto zitto appena chiudi il portone. La casa profuma di quando ero bambino, e mi manchi già dal primo scalino.
Questo era scritto nel modulo Poesia scherzosa per la mamma che riordina casa quando viene in visita, borse e frigo sistemato, tre strofe a rima baciata, tono ironico e affettuoso

Adesso capisco

È nato a marzo, e dorme poco o mai, il mondo si è ridotto a questa stanza. Ti chiamo alle tre e mezza, e tu lo sai prima che io lo dica, e resta la speranza. Adesso so perché restavi accesa mentre in casa svaniva ogni paura, e cosa fosse quella lunga attesa che nessuno ti spiega, e che poi dura. Non ti ho mai ringraziata come si usa, lo faccio adesso, con lui qui sul petto. Prendi questa telefonata come scusa: adesso ho capito tutto il non detto.
Questo era scritto nel modulo Figlia diventata mamma da poco che ringrazia sua madre, notti in bianco e telefonate alle tre, tre strofe a rima alternata, tono intimo e riflessivo

Il vassoio fino alla porta

Il vassoio è arrivato fino alla porta, la marmellata è caduta un po' storta. Resta sotto le coperte, non ti alzare: i piatti, per stavolta, li andiamo a lavare.
Questo era scritto nel modulo Festa della mamma, colazione a letto portata dai figli, marmellata rovesciata, quattro versi a rima baciata, tono allegro

Due lavori, una casa

Non ti abbiamo mai vista ferma, mamma. Il turno al bar la mattina presto, le scale del condominio nel pomeriggio, e la spesa fatta di corsa, sempre uguale. A cena eravamo in tre e un piatto in più, perché qualcuno passava sempre. Dicevi che una sedia si trova, e che il pane si taglia più sottile. Non abbiamo avuto le vacanze degli altri. Abbiamo avuto il mare di agosto a Orosei, la macchina piena e il ritorno di notte, con la radio bassa e noi che dormivamo. Adesso lavoriamo noi, mamma, e il conto lo paghiamo prima che arrivi. Tu protesti ogni volta, ma stavolta ti tocca stare seduta.
Questo era scritto nel modulo Ringraziamento a una mamma che ha cresciuto due figli da sola in Sardegna, due lavori e le estati a Orosei, quattro strofe in versi liberi, tono sobrio e riconoscente

Le mani della sarta

Le tue mani conoscono ago e misura, prendono la stoffa e la fanno parlare. Da bambina restavo lì a guardare, e il ronzio della Singer era la mia cura. Hai cucito il grembiule del primo giorno, la gonna dei quindici anni, l'abito bianco. Ogni volta il metro passava sul fianco, e gli spilli tra le labbra, tutto intorno. Adesso le tue dita vanno più lente, ma l'occhio trova ancora la piega storta. Quello che mi hai insegnato resta e porta il tuo nome cucito, dove non si sente.
Questo era scritto nel modulo Omaggio alla mamma sarta a Napoli, abiti cuciti per ogni tappa della figlia, tre strofe a rima incrociata, tono solenne
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