Ecco come suonano le Poesie per la nonna del generatore. Sotto ognuna trovi quello che era scritto nel modulo.
Per nonna Rosa
Nonna, la tua cucina profuma ancora di domenica,
anche quando non c'è nessuno a tavola.
Hai cresciuto figli, nipoti e mezzo quartiere,
e non hai mai chiesto niente in cambio.
Hai ottantasei anni e ricordi i nomi di tutti,
anche dei bambini visti due volte in tutto.
Ricordi cosa piace a ciascuno,
e lo prepari senza dirlo.
Grazie, nonna. Le tue ricette le portiamo con noi,
e proviamo a portarci anche la tua pazienza.
Questo era scritto nel modulo
Nonna Rosa, 86 anni, cucina della domenica, poesia grata dei nipoti
La sedia di nonna
C'è una sedia vicino alla finestra
e c'è solo una persona che ci sta bene.
La luce del pomeriggio, la radio bassa,
e tu che ci chiami dentro per mangiare.
Nonna, non lo diciamo abbastanza:
quella sedia è il posto più sicuro che conosciamo.
Questo era scritto nel modulo
Poesia breve per la nonna, la sedia vicino alla finestra
Ottanta candeline per nonna Assunta
Nonna Assunta, oggi la casa è piena,
si è alzata prima di noi stamattina,
ottanta anni portati con faccia serena,
e già il caffè bolliva in cucina.
Non chiedi regali, ti basta la festa,
i nipoti seduti, il chiasso, le parole;
di tutto quello che dai, poco ti resta,
e ci scaldi lo stesso, meglio del sole.
Ottanta candeline le spegni piano,
poi ci cerchi negli occhi a uno a uno;
resta seduta, il vassoio lo porto in mano,
e oggi non devi servire nessuno.
Questo era scritto nel modulo
Nonna Assunta compie 80 anni, il caffè della mattina e la festa in famiglia, tre strofe in rima alternata, tono caldo e festoso
Le tasche di nonna Gianna
Nonna Gianna, che cosa nascondi nel cappotto?
Una caramella, e io ne ho già preso otto.
Tu fai finta di niente e guardi il giardino,
poi me ne metti un'altra dentro il taschino.
Questo era scritto nel modulo
Poesia brevissima di un nipote bambino per nonna Gianna, le caramelle nascoste in tasca, una strofa in rima baciata, tono divertito
La casa di Modena
La casa di Modena l'hanno svuotata,
ma il tuo profumo di mele resta nei muri;
passiamo il pollice sui vetri scuri
e sembri soltanto un attimo andata.
D'inverno la stufa la accendevi a sera,
la sfoglia veniva sottile, tirata a mano;
ci mandavi a lavarci, ci sgridavi piano,
e la casa sapeva di festa vera.
I bambini ora chiedono di te per nome,
e a tavola lasciamo libero il tuo posto;
ti nominiamo ridendo, ogni agosto,
e ti sentiamo vicina, non chiediamo come.
Nonna Elvira, ci resta poco di te,
una teglia scura, un anello, un quaderno;
basta quello a scaldarci ogni inverno,
e a ricordarci come si fa il caffè.
Questo era scritto nel modulo
Ricordo di nonna Elvira, la casa di Modena e la sfoglia tirata a mano, quattro strofe in rima incrociata, tono raccolto e affettuoso
Nonna Carmela al telefono
Nonna Carmela, il telefono lo tieni lontano,
lo guardi come un attrezzo strano;
rispondi gridando, convinta di parlare forte,
e si sente da fuori, oltre due porte.
Adesso ci chiami e ci inquadri il soffitto,
tieni il dito sull'obiettivo, ben dritto;
non vediamo che il muro e un pezzo di sera,
ma la tua voce arriva, e quella è vera.
Questo era scritto nel modulo
Poesia scherzosa per nonna Carmela, le telefonate urlate e le videochiamate storte, due strofe in rima baciata, tono ironico e affettuoso
Novanta anni di nonna Iolanda
Sei nata quando il mondo contava altri anni,
in una casa di Lecce senza luce la sera;
hai attraversato guerre, fatiche e affanni,
e sei arrivata intera a questa primavera.
Hai cresciuto sei figli con poco in mano,
hai contato le uova, il pane, gli inverni;
non ti sei mai lamentata, nemmeno piano,
e i giorni corti sembravano eterni.
Adesso i bisnipoti ti girano intorno,
ti tirano il grembiule, ti chiamano forte;
e tu li riconosci tutti, uno per giorno,
e tieni aperte le finestre e le porte.
Oggi ti abbiamo tolto il posto in cucina,
ti sei seduta a capotavola, contenta;
servono i nipoti, e tu fai la regina,
e controlli ogni piatto, sempre attenta.
Cammini piano adesso, con il bastone,
però la testa vola come una volta;
cento anni ti auguriamo, con ragione,
e tutta la famiglia in piedi ti ascolta.
Questo era scritto nel modulo
Nonna Iolanda compie 90 anni, l'infanzia a Lecce e sei figli cresciuti, cinque strofe in rima alternata, tono solenne da leggere ad alta voce
L'orto di nonna Rina
Nonna Rina, l'orto lo tieni ancora tu,
due filari di pomodori e un fico storto.
Ci mandi via con le buste piene,
e diciamo sempre che è troppo.
Poi a Milano apriamo quel sacchetto,
e sa di terra, di casa e di te.
Questo era scritto nel modulo
Poesia breve per nonna Rina, l'orto e le buste di verdura da portare in città, una strofa senza rima, tono semplice e grato
I ferri di nonna Teresa
Nonna Teresa, hai le mani sempre occupate,
i ferri che battevano mentre parlavi;
contavi i punti e insieme ci ascoltavi,
e uscivano sciarpe per teste mai pettinate.
Il maglione più vecchio lo porta il più grande,
ha il collo sformato e un colore fuori stagione;
non lo cambierebbe con nessun altro maglione,
e racconta di te, senza aspettare domande.
Questo era scritto nel modulo
Ringraziamento dei nipoti a nonna Teresa, la lana e i maglioni fatti a ferri, due strofe in rima incrociata, tono caldo e quotidiano
La pasta con nonna Lucia
Nonna Lucia, mi lasci girare la manovella,
la pasta esce lunga e io la chiamo bella;
la mamma dice che sporco tutta la cucina,
tu mi dai un altro pezzo e ridi, vicina.
Questo era scritto nel modulo
Poesia breve di un nipote bambino per nonna Lucia, la macchina per la pasta in cucina, una strofa in rima baciata, tono allegro
Nonna Franca e il mare
Sei cresciuta a Palermo, davanti al mare,
con le persiane chiuse contro il vento;
poi il treno lungo, e un altro modo di parlare,
e una città del nord, fredda, senza accento.
La tua cucina invece è rimasta uguale,
il finocchietto lo cercavi tutto l'anno;
e dicevi ridendo che qui manca il sale,
e che i pomodori qui sapore non hanno.
Noi nipoti parliamo un altro dialetto,
ma le tue parole ce le hai messe in bocca;
e quando ci scappano, ci fa un effetto
come se un pezzo di isola ci tocca.
Ogni estate ti riportiamo al tuo posto,
una sedia di plastica davanti alle onde;
tu non dici più niente, ad agosto,
e il mare, come sempre, ti risponde.
Questo era scritto nel modulo
Nonna Franca, nata a Palermo ed emigrata al nord, la cucina siciliana e il ritorno al mare d'estate, quattro strofe in rima alternata, tono nostalgico
Le telefonate delle sette
Nonna Adele, chiami sempre alle sette,
quando sai che siamo appena rientrati.
Non chiedi niente di importante:
il tempo, la spesa, se abbiamo mangiato.
Non te lo diciamo mai,
ma sono quelle chiamate a tenere insieme la settimana.
Un giorno il telefono suonerà di meno,
e ci mancheranno proprio le domande piccole.
Questo era scritto nel modulo
Poesia per nonna Adele, le telefonate quotidiane delle sette di sera, due strofe senza rima, tono pensieroso e tenero